Non sarà una graphic novel…

Dune Buggy è un vecchio racconto del 2002 nato come primissimo esperimento da sviluppare in vera e propria sceneggiatura per un fumetto.
Nel corso degli anni alcuni matitari si sono interessati al progetto ma questa è l’unica vignetta sopravvissuta, una splash page opera dell’amico Lele Corvi per la scoppiettante scena finale  (http://www.lelecorvi.com/)
Dopo quasi dieci anni, rielaborando la storia per la raccolta LA SERPE NERA (Pungitopo, 2011), ho finalmente abbozzato la sceneggiatura, “indispensabile” per chi, matite alla mano, avrebbe potuto/voluto avvicinarsi alla nuova versione di Dune.
A seguire un breve estratto del lavoro.
Sì, dico proprio a te… disegnatore!

 

DUNE BUGGY

1 Vignetta nera, tutta nera… con solo le onomatopee delle “miccette” che scoppiano, ovvero (su fondo nero) “Spiot! Stick! Paam!”, magari di tre colori diversi , uno per ogni onomatopea. Il ragazzo voce narrante della storia stava cercando di trovare sonno e forse l’aveva appena trovato, all’alba!, dopo un sabato sera devastante, tutto sesso – droga e rocknroll; viene ridestato in malo modo da tre teppistelli che sparano miccette proprio davanti al suo villino.  Nota a venire: il Villino è una villetta modesta, a due piani, singola, sulla strada, lo separa da essa un giardinetto con tanto di cancello in ferro leggero, il giardino è ricco di edera, piante grasse, un po’ selvaggio, rigoglioso e colorato.

Spiot! Stick! Paam!” – onomatopee (3) di diverso colore/intensità/lettering.

2  Si vede un moscone, a piena pagina, grande, immobile, solo il moscone, ricco di dettagli e colori, è poggiato su qualcosa che nella seguente vignetta (3) si svelerà essere la cassetta della posta.

3 Infatti… zummare all’indietro partendo dal moscone, facendo apparire la cassetta della posta (anche utilizzando più vignette/inquadrature ad aprire la mdp).

DIDASCALIALa prima cosa che vidi fu un moscone sulla cassetta delle lettere, lo osservai, immobili entrambi, lui aveva più zampe di me.

4 Un dito che si avvicina all’insetto, nell’atto di toccarlo. Il dito appare e invade la vignetta fino a sfiorare il moscone ancora sulla cassetta. Come se fosse un dito del lettore.

DIDASCALIA: Avvicinai un dito e lo toccai. Era morto, meglio lui che il sottoscritto.

5 Primo piano ampio sul volto (anche fino collo/sterno) del protagonista: sfatto, assonnato, occhi ancora socchiusi, barbetta, insomma ha fatto bisbocce. È un tipo tosto lui, o almeno crede! È sulla porta di casa semiaperta, quella che da’ sul giardino. Sullo sfondo della vignetta, alle spalle del protagonista si può intravedere una porta d’ingresso socchiusa.

Ehi tu vieni un po’ qua!” (ragazzo: ha intravisto chi si divertiva a sparare le bombette sotto la sua finestra!)

6 Primo piano stretto su una mano da bambino che stringe un accendino ancora fumante, nell’atto di nasconderlo frettolosamente nella tasca dei pantaloncini. Si vede bene mano+accendino+tasca+movimento.

DIDASCALIA: Il ragazzino nascose subito l’accendino nella tasca dei pantaloncini… si voltò verso i due compagnetti pirici con dubbioso divertimento.

7 Inquadratura frontale che si apre sul trio di teppistelli (stile “riconoscimento” in questura): capetto al centro, un passo avanti, la sagoma dell’accendino nascosto nella tasca ben visibile, ai suoi lati i due scagnozzi, uno un po’ più cicciotto dell’altro, in ogni modo bene in carne entrambi, facce stupide, ghignanti. Sono di qualche anno più grande del capetto al centro, ma ne subiscono l’influenza nonostante la stazza. Ad uno dei due scagnozzi, quello non ciccione, si può anche mettere un cappellino, per distinguerlo meglio. Scritta sul cappellino “NOT!”.

DIDASCALIA: Doveva essere lui il capo della combriccola, tre passi avanti rispetto agli altri, era il più piccolo, smilzo, capelli pettinati freschi.

8 Spunta nuovamente nell’inquadratura il dito di prima! Stavolta fa il segno di avvicinarsi senza timore alla mdp, la chiama a sé, ma è rivolto al capetto, un gesto rassicurante. In prospettiva si potrebbe vedere il dito che esce dalla mdp e sullo sfondo sempre il suddetto trio di marmocchi (10/11 anni tranne il capetto che è più piccolo sia d’età che di stazza) con il piccoletto un passo avanti sempre.

Vieni qui, sì tu!” (Ragazzo/Dito…)

DIDASCALIA: Gli feci cenno di avvicinarsi come lo si farebbe ad un micio malato.

9 Inquadratura sul ragazzo sconvolto ancora sulla porta; il dito nella posizione d’invito della precedente vignetta. Stavolta il viso deve essere davvero sfatto, quasi arrabbiato. Schiuma alla bocca, capelli arruffati, occhiaie, delirio attorno alla capa! Mezzo busto o intero.

Avanti, dài… sei forse un cacasotto? Voglio solo insegnarti due trucchetti con quella roba lì!” (ragazzo)

DIDASCALIA: Era una domenica mattina e la sera prima ancora non c’era nei miei ricordi. Non avevo però mal di test e sapete perché?

10 La sua stessa capa/testa staccata dal corpo, su uno sfondo irrerale, nello spazio, attorniata da stelle e stelline, uno sguardo stavolta beato – solo la testa! –  gli si è staccata dal corpo e sta ancora continuando a viaggiare dalla sera prima. È composta, pettinato, senza barba, giuliva, gongola nello spazio strafatta, un’enorme testa/volto!

DIDASCALIAPerché non l’avevo ancora ritrovata dalla sera prima!

All’interno della vignetta “space” con la testa alla deriva appare una nuvoletta di richiamo, è la voce esterna del teppistello che chiede (nel mentre si è avvicinato, ma lo scopriremo solo nella prossima):

Che c’è?” (il capetto, prossimamente Alfio)

11 Vignetta grande, d’insieme, spiega la situazione: i tre marmocchi sono fuori dal giardino, si sono avvicinati con cautela al cancello/ringhiera. Li si vede oltre il cancelletto di ferro, magari tra le sbarre (niente stile prigione, molto soft, si potrebbero piegare con un piede di porco). Edera e fiori accanto. Il capetto invece è un paio di passi avanti rispetto ai due scagnozzi, si vede più chiaro in volto rispetto ai due compagni, uno ciccione e l’altro in carne e col cappello “NOT!”.
Il teppistello chiede nuovamente:

Allora? Che c’è?

DIDASCALIA : … diffidente come una scorreggia a teatro.

[continua… per altre 90 vignette]

Nella sezione RACCONTI del blog trovate per intero la prima versione di Dune Buggy  mentre nella raccolta La serpe nera quella riveduta e corretta.
Dune Buggy (2002):
http://grazianodelorda.altervista.org/2009/08/29/dune-buggy/
La Serpe nera (2011):
http://www.pungitopo.com/narrativa_it.html#serpe
http://grazianodelorda.altervista.org/la-serpe-nera/
http://grazianodelorda.altervista.org/category/la-serpe-nera-racconti-pungitopo-2011/
LordA

6 thoughts on “Non sarà una graphic novel…”

  1. Si dice che con questo post tu ti sia conquistato la nomea di precog del quartiere… Si dice che il piccolo Alfio Cariddi sia cresciuto non in altezza ma in malignaggine, si dice… si dice che questo racconto è solo finzione, che ogni quartiere ha un Alfio Cariddi e un serbatoio pieno che aspetta solo il suo petardo per deflagrare… e che non ci sono speranze di trovare il piccolo Cariddi avvampato, perchè lui la fa franca sempre.
    FCG

  2. Le menti geniali sono come dei fiumi in piena, mai dome, e tu passi dalla narrativa alla musica, alla fotografia e adesso alle sceneggiature per fumetti con una facilità disarmante per noi “umani”.
    Mi piace quello che ho letto, verrebbe fuori un fumetto degno di te.
    Complimenti Graziano!

    “UknowWhoIam”

  3. Non scherzate con fiumi in piena precognitiva… ve ne conto una, tanto nessuno ci sente.
    Il post è dell’8 gennaio, una domenica pomeriggio di vento e rami spezzati. Cala la notte e anche le luci, le palpebre ci provano, quasi quasi ci riesco e SPOTT! Alcuni secondi dopo BOOOOOMMMM!!!
    Conosco l’accoppiata pezzettino di ceramica di candela motore + Magnum v.m 18.
    Immagino di conoscere anche la mano o forse le mani, chissà saranno le scorie “a tema” del presente post? Passa del tempo, forse ce la faccio, oh Morfeo Morfeo perchè ululi così? Si sente una sirena giù in strada avvicinarsi sempre di più, poi arrestarsi proprio nei paraggi, so già cosa vedrò non appena la finestra sarà spalancata… fiamme alte metri, una squadra di pompieri che cercano di domare l’incendio di una multifamiliare mica piccola, vabbè ora posso dormire.

  4. Ciao Graziano, ti ho seguito da Facebook e oggi ho letto queste prime vignette e velocemente il racconto intero nella sua prima versione del 2002, ti mando una mail e mi giri tutta la sceneggiatura e la versione nuova se puoi?
    La mando a [email protected] (l’ho presa qui sul blog), e ti spiego il resto. In ogni modo, gran bel lavoro quello che ho visto.

    Luca

  5. Ma come funziona questa cosa, a chi ti offre di più?
    Caschi male con me 😉
    Graziano non so se ti ricordi, ci eravamo sentiti per la tua iniziativa Matite contro il Ponte alla quale non ho potuto partecipare per problemi miei per fortuna ormai alle spalle. Scherzi a parte, mi piacerebbe leggere l’intera sceneggiatura, ti giro il contatto tramite mail anche perchè al momento ho problemi con il mio sito. Fammi sapere, grazie e in gamba sempre!

    Antonio

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