(pause)

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Prima di entrare da Malarazza, si era soffermato sulla vecchia insegna in parte nascosta dall’edera, il 1967 bene in vista, che coincidenza… aveva pensato Andrea, ormai devoto a quelle quattro cifre in modo analitico. In effetti, gran parte degli album dati alle stampe durante i dodici mesi di quell’illuminato anno sarebbero diventati capolavori assoluti della storia del rock, lp a volte dimenticati o troppo poco conosciuti, forse proprio per questo ancora più leggendari. Andrea, dopo aver sorriso al ricordo di un intraducibile apprezzamento di Orazio Magnisi, il fratello di Carmelo, per quell’annata così prolifica, spesso al centro delle loro discussioni (“Si spararu a gghiàppera ‘ntò sissantasetti!”), aveva iniziato ad annotare mentalmente titolo e band dei dischi a lui più cari. Sgt. Pepper’s, Underground, Their satanic majesties request… Com’era già accaduto altre volte durante quella calda mattina, a riportarlo al presente ci aveva pensato la sua Agata, Malarazza in persona di fronte a loro pronto ad accoglierli nel locale.

Sfiorando Yunger than yesterday dei Byrds, Andrea era arrivato al “pifferaio” dei Pink Floyd di Barrett e alla vita del signor “Sebastian F. Sorrow” dei Pretty Things, già pronta in lista la “banana” di Warhol, quando Franco Malarazza Barbagallo si era presentato ai tre con un semplice “accomodatevi”, facendo strada con fare sbrigativo.

[…]

 

in progress…

LordA

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7 commenti su “(pause)

  1. Anonimo il said:

    Grandioso!!! Hallo Graziano, non vedo l’ora di leggere il resto e fregatene di tutti e vai avanti con ciò che ti piace scrivere.

    Lisa

  2. Ivana il said:

    Grazie! ¡Gracias! Continua! Io ti fo pubblicità… anche qui e da qui. 🙂

  3. Sergio Napoli il said:

    Non conta cosa scrivi ma come lo scrivi! Certo, ognuno ha le sue preferenze di generi ma sullo stile di uno scrittore è difficile sindacare e ti posso dire che, dopo aver letto Pace e i racconti della Serpe Nera, sui tuoi “prossimamente” non tengo alcune riserve, nè di genere nè di stile. Fai bene a costruire contesti credibili per le tue storie, che poi sia il rock il protagonista o la musica classica poco importa se bene utilizzato come ho letto sopra.
    Hai una scrittura forte, ironica, senza fronzoli, caro Graziano, puoi fare ciò che vuoi con essa.
    Piena fiducia in questa rock opera allora, vai G!!!!!

    Sergio

  4. Anonimo il said:

    What’s GHIAPPERA? 😉

    – Il polentone di Milano che legge lo scrittore siciliano –

  5. Grazie per gli incoraggiamenti… ora mare però.

    Per quanto riguarda una possibile traduzione di “ghiàppera”, qualcuno si è avvicinato descrivendola come una sorta di stato di grazia irripetibile nel tempo.
    Mi accodo.

    LordA

  6. Manu il said:

    Credo di aver fatto involontariamente danno 🙁
    PAUSE aveva 299 “mi piace”, volevo essere la trecentesima ma appena ho cliccato sul mi piace si è azzerato il contatore!!!! Mi perdonerai D?

    Manu

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