Commenti disabilitati su Ultima dell’anno: LITTLE OLIVE a Belpasso (CT)

 

LITTLE OLIVE (link) torna alle pendici dell’Etna!

Arci Futuro di Belpasso

Direzione giusta (link)

 

 

 

Opera originale della disegnatrice Michela De Domenico (novembre 2016)

Pendici rock (link)

 

 

 

 

 

 

 

Commenti disabilitati su Ready, steady… go! LITTLE OLIVE a Bologna!
Venerdì 9 dicembre – ore 19:00

Little Olive a Bologna

Tony “Face” Bacciocchi (link) incontra Tony “Double T” Tomarchio (link)

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Libreria ModoInfoshop
http://www.modoinfoshop.com/

 

Little Olive

Backstage (link)

 

 

 

 

LITTLE OLIVE: absolutely free!

Posted: 30th novembre 2016 by LordA in Little Olive (romanzo 2016)

Cover

Domenica 4 dicembre ore 18:00
FELTRINELLI di Messina
LITTLE OLIVE (link)  incontra il fumettista e illustratore LELIO BONACCORSO (link)

6

 e non solo…

LITTLE OLIVE: nocciolo n°3

Posted: 10th novembre 2016 by LordA in Little Olive (romanzo 2016)
Commenti disabilitati su LITTLE OLIVE: nocciolo n°3
Altre recensioni sull’olivetta rock!

 

Soffia…
Blow Up novembre 2016

Blow up Magazine – Novembre 2016

… lo Scirokko! (link) 

 

Nocciolo n°1 (link)

Nocciolo n°2 (link)

E il tour continua…

Posted: 20th ottobre 2016 by LordA in Little Olive (romanzo 2016)
Commenti disabilitati su E il tour continua…
Domenica 23 ottobre LITTLE OLIVE (link) varcherà nuovamente lo Stretto!

 

leggendo tra le righe

Come arrivare senza ponte (link)

 

Viaggio sonoro a cura di THE TRIP TAKERS (link)

 

The Trip Takers

info 3205512778
[email protected].it

 

 

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LITTLE OLIVE (link) alla III edizione del Sabirfest (link)!

 

 

Come arrivare (link)

 

«Riporto l’olivetta a Catania, dove è nata» (intervista – link)

 

Giulio Laurenzi

Commenti disabilitati su LITTLE OLIVE al Tropea Festival Leggere & Scrivere

Tropea Festival Leggere & Scrivere

LITTLE OLIVE (link)
ospite
alla V edizione del Tropea Festival (link)
05 Ottobre, Ore 16.00, Palazzo Gagliardi – Vibo Valentia (Sala C)

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Ave e Omada [Trilogia legata – 3 di 3]

Posted: 26th settembre 2016 by LordA in Racconti, Trilogia Legata

Ave e Omada si amavano da quando ancora non si conoscevano.

Dopo essersi trovati, erano andati a vivere all’inizio del bosco, poco distanti due colline abitate da gente cordiale, ancora più in là la città già dimenticata. Il loro villino si trovava vicino ai sentieri, era protetto dagli alberi e circondato da una staccionata con aiuole fiorite. Ave era un paziente pescatore e un abile agricoltore, Omada una volta al mese si recava ai villaggi; disegnava divinamente, illustrava libri e fiabe per i piccoli abitanti, faceva ritratti e mappe, ricevendo in cambio ciò che serviva e molti complimenti. 

Erano felici.

Illustrazione by Mahy

Un pomeriggio giunse un viandante, si trovava in quella vallata in occasione della fiera autunnale e portava sementi e saggezza con sé. Posò il bastone e la sacca accanto alla staccionata e aspettò. Quando Omada uscì, le chiese dell’acqua fresca. Ave era al fiume, il sole nel cielo.

Omada portò all’uomo dell’acqua con zenzero e limone, lasciò il bicchiere accanto al cancello e si ritrasse, perché da quando vivevano lì mai nessuno lo aveva varcato in assenza di uno dei due. Il vecchio, dopo avere ringraziato e bevuto di gran gusto, si guardò intorno, ammirando le aiuole colorate. La casa era su un piano con un ampio portico davanti, tre stanze confortevoli, un capannone per gli attrezzi, il pozzo e la stalla per le bestie. Era sormontata da un tetto spiovente che aveva già resistito a molte nevicate. Il viandante domandò alla donna se era mai stata a una delle fiere, Omada gli sorrise imbarazzata:

            – A noi non piacciono le fiere.

            – E cosa piace a lei e al suo uomo?

            – Stare qui, assieme.

Il vecchio accettò la spiegazione con un leggero movimento del capo, impugnò il bastone, ma prima di rimettersi sulla schiena la sacca, mostrò alla donna il pugno malfermo. Dalla stalla giunse un raglio e subito dopo l’abbaiare di un cane.

            – Accetti questo piccolo dono. – aprendo il palmo della mano.

            – Di cosa si tratta?

            – È il seme di una pianta rarissima, ha solo bisogno di amore per crescere.

            – Grazie.

            – Stia attenta però, potrebbe espandersi per tutto il bosco in men che non si dica.

            – Bene.

2a

Quando Ave rientrò a casa era sera, portava quattro pesci nella cesta e un gran sorriso. I cani lo sentirono centinaia di metri prima, Omada capì che il suo uomo stava per comparire dietro il cancello e le si riempì il cuore di gioia. Dopo essersi abbracciati, Ave le chiese come mai fosse fuori. La notte era fredda e senza luna, una bellissima oscurità tempestata di astri sconosciuti. La donna indicò l’aiuola, lasciando ammirare ad Ave il piccolo ramoscello che iniziava la sua vita. Era di un verde luminoso anche nel buio, aveva due minuscole foglioline di forma triangolare, simmetriche, e sembrava muoversi, impercettibilmente ma si muoveva. L’aveva piantato solo qualche ora prima e già correva alla ricerca di terra e legno.

Non disse nulla dell’incontro con il viandante, spiegò solo che era una pianta rara, si sarebbe diffusa per tutta la staccionata, una protezione vivente.

Passati alcuni mesi, il rampicante si era già attorcigliato non solo lungo la staccionata e le aiuole, ma aveva iniziato a invadere anche il percorso che conduceva ai capannoni e alla casa. Presto sarebbe arrivato alla stalla, ricoprendola di verde, per poi continuare il suo abbraccio in direzione del portico. Era un’invasione pacifica, guidata dal bello e dal giusto. Le pianticelle si arrampicavano in modo geometrico alle strutture che trovavano, guidate da una ratio inesplicabile, avevano lasciato un piccolo spazio libero lungo il sentiero che dal cancello conduceva alla casa, il giusto e il bello per attraversarlo senza difficoltà. A volte sembrava che, quando Ave e Omada ci passavano in mezzo, la pianta si ritraesse davanti a loro con un’ebbrezza da sacre scritture. Nessun allarme quando le prime foglie lambirono i gradoni del portico.

In meno di un anno, passando attraverso il bosco, lì dove c’era stata una casa con una staccionata intorno, s’intravedeva una collinetta nascosta dalla vegetazione e dagli alberi. Erano rimaste scoperte solo due piccolissime finestre e una porta tondeggiante proprio in mezzo al verde. Il ricovero di una famiglia hobbit. I piccoli arbusti non avevano scalfito l’interno delle costruzioni, sapevano dove andare; gli animali avevano gradito quella novità e anche Ave e Omada continuavano a esserne ammaliati. Vivevano da soli, nel bosco, mimetizzati tra i due villaggi, nessuno li poteva trovare se non l’avessero voluto loro, c’erano sempre il fiume, il sole, i mercati e ciò che offriva la natura, anzi adesso sì che si sentivano parte di essa. Null’altro serviva.

Era mattina, da fuori filtrava un tenue sole, le foglioline intrecciate proteggevano la casa dall’inverno e dal sole più cattivo. Dopo avere avvinghiato tutta la staccionata e il giardino, facendo scomparire il pozzo, la stalla e la casa stessa, la pianta aveva rifatto l’identico percorso, ma al contrario, iniziando questa volta dal tetto per poi diffondersi nuovamente fino alla staccionata. Un secondo giro per infittire le maglie. Ave aprì la porta.

Pochi secondi prima, quasi prevedendo le intenzioni dell’uomo, il rampicante si era ritratto da essa, facendo riapparire il legno. Accadeva sempre così anche con le finestre, la stalla, il pozzo e il cancelletto: qualsiasi cosa dovesse essere temporaneamente liberata, lo era. L’uomo si chinò verso l’angolo della porta. Il cardine in basso, lambito dal sole, aveva ritrovato momentanea lucentezza. Sopra la giuntura in rame c’era la punta verde di un ramoscello in attesa di rimettersi in marcia; mosso dal vento, sembrava un serpente. Avvicinò la mano al cardine e con delicatezza la posò sotto il ramoscello che subito ne solleticò il palmo. Mentre abbandonava la posizione sui talloni per una più comoda seduta a gambe incrociate, sempre attento a non perdere il contatto con il ramoscello che iniziava a intrecciarsi tra le sue dita, con l’altra mano fece segno ad Omada di avvicinarsi, accompagnandola al suo fianco in una posizione identica. Non ci fu bisogno di parlarsi poiché anche la donna aveva immaginato quella scena nell’esatto modo in cui si era svolta.

Rimasero lì tutto il giorno, tenendosi stretti l’uno all’altra in silenzio, sull’uscio di casa e con il bosco di fronte. Il rampicante era passato più volte sulle labbra dei due innamorati accarezzandole, si era intrecciato tra le caviglie, le cosce, le braccia e i volti di Ave e Omada. All’alba, un cespuglio rigoglioso aveva avvolto completamente i loro corpi facendoli scomparire. Poche ore dopo, un ramoscello risalì il tronco dell’albero più vicino alla staccionata.

Presto sarebbe sparita anche la strada.

 

Illustrazioni by Mahy

Trilogia legata – racconto 1 di 3 (link)

Trilogia legata – racconto 2 di 3 (link)

Commenti disabilitati su Presentazione LITTLE OLIVE – Capo d’Orlando (ME)

Little Olive a Capo d'Orlando (ME)

 

Mercoledì 17 agosto 2016 (ore 19:30)
all’interno della rassegna orlandina “Un’estate Pop”
LITTLE OLIVE 
incontrerà lettori e bagnanti al Circolo Qua Jetri di Capo d’Orlando.

 

LITTLE OLIVE: nocciolo n°2

Posted: 29th luglio 2016 by LordA in Little Olive (romanzo 2016)
Recensioni…

RUMORE, numero doppio Luglio/Agosto 2016

 

 

Tony “Face” Bacciocchi su LITTLE OLIVE (link)

 

 

LA SICILIA 28.07.2016

 

E corna!

 

James Lowe

Lettori

 

 

 

 

 

 

 

Cappelli

 

 

 

 

 

 

 Nocciolo n°1 (link)